ALTRI SANTI DELLA CHIESA BISIGNANESE
San Proclo (Prodo) di Bisignano
Le più antiche notizie su San Proclo da Bisignano provengono dal Bios si S. Nilo, risalente agli inizi del secolo XII, dove si legge: “il beatissimo e santissimo Proclo, personaggio fornito di un’istruzione enciclopedica, il quale aveva fatto della sua mente un’arca di opere tanto profane che sacre. Prima di rendersi monaco, essendo ancora giovane, nel suo paese teneva questo metodo di vita: rimaneva digiuno ogni giorno fino alla ora del vespero, attenendo alla lettura e astenendosi da vivande cotte al fuoco o da bevande gustose; dal vespero in poi sino a mattino visitava tutte le chiese del paese recitando l’intero salterio e facendo alla porta di ciascuna chiesa tante prostrazioni, che s’era prescritte e che Dio solo conosce. Entrato nella vita monastica, e rivestito dal nostro Santo Padre Nilo dell’abito della vita virtuosa, si assoggettò a tanta astinenza ed a tale rigida ascetica, da mortificare effettivamente le sue membra terrene ed incontrare molestissime malattie sino all’ultimo respiro della sua vita. Il passo del Bios niliano ci presenta Proclo come un uomo dotato di vastissima cultura, conoscitore di innumerevoli opere sacre e profane, divulgate e non ancora trascritte, tanto sa essere chiamato "enciclopedia vivente". La straordinaria erudizione di Proclo presuppone una sua origine nobiliare e , probabilmente, a proposito del suo praticare di nascosto una vita di penitenza e di mortificazioni, una sua partecipazione all’amministrazione della vita pubblica. Non si sa nulla della morte del Santo, ma si fa risalire all’anno 975 d.C.
Una rivendicazione di appartenenza al proprio ceppo familiare fu fatta dalla nobile casa Manna, stirpe illustre, ricca di beni immobili e prerogative gentilizie. Muzio Manna, infatti, dottore in utroque jure, nel 1670 autore di una “Descrizione della città di Bisignano”, sosteneva che dalla sua stirpe, la gens Manlia, venuta in Bisignano con l’arrivo della colonna latina dei Sabini e di Gneo Manlio, rifugiatasi in Capua durante le scorrerie saracene e ritornata dopo la definitiva cacciata di questi, fossero derivati Sant’Artemio, che fu martirizzato nel secolo IV, il vescovo Anderamus e, infine, anche il San Proclo. Si festeggia il 19 febbraio.
Bibliografia: Il Beato Proco di Bisignano durante la dominazione bizantina
a cura del Prof. Rosario D'Alessandro
Beato Martino Beltrani da Bisignano
Beato Matrino Beltrami di Bisignano, religioso laico, appartenente all’Ordine dei frati Minori di san Francesco d’Assisi fu illustre per santità.Il suo corpo si conserva in Aiello Calabro nel convento dei Francescani di questa cittadina. Di lui si ricordano vari miracoli e fatti prodigiosi, quali la salute ridata a molti infermi e la predizione della morte del Conte di Aiello.
Morì in Aiello il 6 settembre 1520.
Arcangelo da Bisignano
Dapprima ricordato come Beato e poi come Santo, appartenente ai Minori Francescanio; è citato in varie fonti per la sua immensa bontà. Illustre per la fama di santità.
Giorgio da Bisignano
Di lui nessun’altra notizia si ha se non la semplice citazione del Ferraro e del Martire, che lo riportano come Santo della città di Bisignano.
Giovan Battista da Bisignano
Apparteneva all’Ordine dei Francescani Cappuccini ed è ricordato per la vita evangelica che condusse sempre. Morì nel Convento di Acri nel 1596 in concetto di santità.
Bartolomeo da Bisignano
Santo e vescovo di cui non si conosce altra notizia, se non la semplice citazione del Martire e del Ferraro.
A questi Beati e santi, di cui si è data una breve nota storica, s ene aggiungono altri, di cui facciamo solo menzione, data l’esiguità delle fonti: Beato Ulatto, vescovo, e Beato Cosimo da Bisignano, francescano e maestro del sant’Umile del medesimo Ordine.
Bibliografia
“I Santi della Chiesa bisignanese tra realtà storica e tradizione popolare”.
Atti del Convegno di Studi di Bisignano, 21-22 giugno 1999
A cura di Luigi Falcone
Le più antiche notizie su San Proclo da Bisignano provengono dal Bios si S. Nilo, risalente agli inizi del secolo XII, dove si legge: “il beatissimo e santissimo Proclo, personaggio fornito di un’istruzione enciclopedica, il quale aveva fatto della sua mente un’arca di opere tanto profane che sacre. Prima di rendersi monaco, essendo ancora giovane, nel suo paese teneva questo metodo di vita: rimaneva digiuno ogni giorno fino alla ora del vespero, attenendo alla lettura e astenendosi da vivande cotte al fuoco o da bevande gustose; dal vespero in poi sino a mattino visitava tutte le chiese del paese recitando l’intero salterio e facendo alla porta di ciascuna chiesa tante prostrazioni, che s’era prescritte e che Dio solo conosce. Entrato nella vita monastica, e rivestito dal nostro Santo Padre Nilo dell’abito della vita virtuosa, si assoggettò a tanta astinenza ed a tale rigida ascetica, da mortificare effettivamente le sue membra terrene ed incontrare molestissime malattie sino all’ultimo respiro della sua vita. Il passo del Bios niliano ci presenta Proclo come un uomo dotato di vastissima cultura, conoscitore di innumerevoli opere sacre e profane, divulgate e non ancora trascritte, tanto sa essere chiamato "enciclopedia vivente". La straordinaria erudizione di Proclo presuppone una sua origine nobiliare e , probabilmente, a proposito del suo praticare di nascosto una vita di penitenza e di mortificazioni, una sua partecipazione all’amministrazione della vita pubblica. Non si sa nulla della morte del Santo, ma si fa risalire all’anno 975 d.C.
Una rivendicazione di appartenenza al proprio ceppo familiare fu fatta dalla nobile casa Manna, stirpe illustre, ricca di beni immobili e prerogative gentilizie. Muzio Manna, infatti, dottore in utroque jure, nel 1670 autore di una “Descrizione della città di Bisignano”, sosteneva che dalla sua stirpe, la gens Manlia, venuta in Bisignano con l’arrivo della colonna latina dei Sabini e di Gneo Manlio, rifugiatasi in Capua durante le scorrerie saracene e ritornata dopo la definitiva cacciata di questi, fossero derivati Sant’Artemio, che fu martirizzato nel secolo IV, il vescovo Anderamus e, infine, anche il San Proclo. Si festeggia il 19 febbraio.
Bibliografia: Il Beato Proco di Bisignano durante la dominazione bizantina
a cura del Prof. Rosario D'Alessandro
Beato Martino Beltrani da Bisignano
Beato Matrino Beltrami di Bisignano, religioso laico, appartenente all’Ordine dei frati Minori di san Francesco d’Assisi fu illustre per santità.Il suo corpo si conserva in Aiello Calabro nel convento dei Francescani di questa cittadina. Di lui si ricordano vari miracoli e fatti prodigiosi, quali la salute ridata a molti infermi e la predizione della morte del Conte di Aiello.
Morì in Aiello il 6 settembre 1520.
Arcangelo da Bisignano
Dapprima ricordato come Beato e poi come Santo, appartenente ai Minori Francescanio; è citato in varie fonti per la sua immensa bontà. Illustre per la fama di santità.
Giorgio da Bisignano
Di lui nessun’altra notizia si ha se non la semplice citazione del Ferraro e del Martire, che lo riportano come Santo della città di Bisignano.
Giovan Battista da Bisignano
Apparteneva all’Ordine dei Francescani Cappuccini ed è ricordato per la vita evangelica che condusse sempre. Morì nel Convento di Acri nel 1596 in concetto di santità.
Bartolomeo da Bisignano
Santo e vescovo di cui non si conosce altra notizia, se non la semplice citazione del Martire e del Ferraro.
A questi Beati e santi, di cui si è data una breve nota storica, s ene aggiungono altri, di cui facciamo solo menzione, data l’esiguità delle fonti: Beato Ulatto, vescovo, e Beato Cosimo da Bisignano, francescano e maestro del sant’Umile del medesimo Ordine.
Bibliografia
“I Santi della Chiesa bisignanese tra realtà storica e tradizione popolare”.
Atti del Convegno di Studi di Bisignano, 21-22 giugno 1999
A cura di Luigi Falcone