BELCASTRO
A Belcastro, città natale di San Tommaso d’Aquino, in provincia di Catanzaro, abitava un signore chiamato Giovanni Tomaso Farao, devotissimo ai Riformati e all’umile frate bisignanese, tanto da essere stato sempre disponibile ad ospitare i frati nella sua abitazione, dando loro un pasto caldo ed un giaciglio dove trascorrere la notte.
Anche frà Umile venne ospitato dal signor Giovanni Tomaso e da sua moglie Andreana e, ritrovatisi tutti intorno alla tavola all’ora del pranzo, il Servo di Dio si rivolse a Giovanni Tomaso dicendo: “Signor mi faccia gratia V.S. darmi un bicchiere di vino bianco”. L’altro rispose: “Padre fra Umile mio carissimo in casa non se ne trova, perché avendone una botte, già si è finita e per magior segno della verità, la spila sta aperta”. Allora il frate aggiunse: “No signore, mandate pure a caverne, che ci trovarà”. Il padrone di casa seguì il consiglio e mandò un servitore il quale sbalordito si rese immediatamente conto che la botte, precedentemente vuota, era colma fino all’orlo di vino.
Tutti i commensali rimasero stupiti per la santità del frate (1).
Frate Umile passò nuovamente, qualche tempo dopo, dalla dimora di Giovan Tomaso Farao, che lo invitò a rifocillarsi prima di riprendere in cammino. Durante il pranzo il Santo prese alcuni bicchieri che il diavolo fece scivolare dalle sue mani e cadendo a terra si rupperò in mille pezzi. Non sapendo come rimediare al danno, il frate si chinò a raccogliere i pezzi di vetro e li unì l’un l’altro e miracolosamente ritornarono ad assumere la forma del bicchiere.
(1) Vita, morte e miracoli meravigliosi del devotissimo et umilissimo servo di Dio e di Maria Vergine frat’Umile da Bisignano, P. Giacomo da Bisignano.
Anche frà Umile venne ospitato dal signor Giovanni Tomaso e da sua moglie Andreana e, ritrovatisi tutti intorno alla tavola all’ora del pranzo, il Servo di Dio si rivolse a Giovanni Tomaso dicendo: “Signor mi faccia gratia V.S. darmi un bicchiere di vino bianco”. L’altro rispose: “Padre fra Umile mio carissimo in casa non se ne trova, perché avendone una botte, già si è finita e per magior segno della verità, la spila sta aperta”. Allora il frate aggiunse: “No signore, mandate pure a caverne, che ci trovarà”. Il padrone di casa seguì il consiglio e mandò un servitore il quale sbalordito si rese immediatamente conto che la botte, precedentemente vuota, era colma fino all’orlo di vino.
Tutti i commensali rimasero stupiti per la santità del frate (1).
Frate Umile passò nuovamente, qualche tempo dopo, dalla dimora di Giovan Tomaso Farao, che lo invitò a rifocillarsi prima di riprendere in cammino. Durante il pranzo il Santo prese alcuni bicchieri che il diavolo fece scivolare dalle sue mani e cadendo a terra si rupperò in mille pezzi. Non sapendo come rimediare al danno, il frate si chinò a raccogliere i pezzi di vetro e li unì l’un l’altro e miracolosamente ritornarono ad assumere la forma del bicchiere.
(1) Vita, morte e miracoli meravigliosi del devotissimo et umilissimo servo di Dio e di Maria Vergine frat’Umile da Bisignano, P. Giacomo da Bisignano.