LA CATTEDRALE
Dalla Particula" di battesimo, rilasciata in data 6 dicembre 1689 da don Giuseppe de Marco, Sacristia maior della cattedrale di Bisignano, si legge: "A dì 26 agosto mille cinquecento ottantadue Luca Antonio figlio di Giovanni Pirozzo e Ginevra Giardino fu battezzato per me don pietro Paolo Salerno, Patrino Gio: Battista Montalto".
L'istituzione della chiesa risale alla fine del VII e gli inizi dell’VIII secolo. Al tempo di Papa Leone VI risulta essere tra le 13 Diocesi suffraganee della metropolia di Reggio Calabria.
Fu sede autonoma fino al 27 giugno 1818, anno in cui con Bolla papale di Pio VII la Diocesi venne unita a quella di San Marco Argentano. In data 4 aprile 1979 fu accorpata all’Arcidiocesi di Cosenza. Intitolata a Santa Maria Assunta, come era abitudine nel periodo medievale, risale all’XI secolo. Le forme architettoniche, tipiche del periodo Normanno, lasciano presupporre che la sua ricostruzione, nel 1056, avvenne su una preesistente chiesa longobarda. È ubicata su un colle isolato dall’abitato, raggiungibile un tempo solo attraverso un ponticello in legno, “murato nel 1774”. La facciata è neoclassica, in stile gotico, dove è inserito un portale a sesto acuto in pietra, eseguito da maestranze del vicino monastero cistercense della Sambucina. Alla base delle colonnine erano, probabilmente, collocate le statue di due leoni, simbolo Svevo e Angioino.
L’interno, a pianta basilicale, è in tre navate terminanti con tre absidi. La navata centrale presenta decorazioni a tempera eseguiti negli anni ‘30 dal pittore Emilio Iusi da Rose, con scene della vita della Madonna e di Cristo. Sull’abside centrale, originariamente affrescata con scene dell’Assunzione di Maria, è stato aggiunto, durante l’episcopato di Mons. Rinaldi (1956 - 1977), un mosaico raffigurante l’Immacolata Concezione, che ha deturpato il significato della precedente immagine.
L'istituzione della chiesa risale alla fine del VII e gli inizi dell’VIII secolo. Al tempo di Papa Leone VI risulta essere tra le 13 Diocesi suffraganee della metropolia di Reggio Calabria.
Fu sede autonoma fino al 27 giugno 1818, anno in cui con Bolla papale di Pio VII la Diocesi venne unita a quella di San Marco Argentano. In data 4 aprile 1979 fu accorpata all’Arcidiocesi di Cosenza. Intitolata a Santa Maria Assunta, come era abitudine nel periodo medievale, risale all’XI secolo. Le forme architettoniche, tipiche del periodo Normanno, lasciano presupporre che la sua ricostruzione, nel 1056, avvenne su una preesistente chiesa longobarda. È ubicata su un colle isolato dall’abitato, raggiungibile un tempo solo attraverso un ponticello in legno, “murato nel 1774”. La facciata è neoclassica, in stile gotico, dove è inserito un portale a sesto acuto in pietra, eseguito da maestranze del vicino monastero cistercense della Sambucina. Alla base delle colonnine erano, probabilmente, collocate le statue di due leoni, simbolo Svevo e Angioino.
L’interno, a pianta basilicale, è in tre navate terminanti con tre absidi. La navata centrale presenta decorazioni a tempera eseguiti negli anni ‘30 dal pittore Emilio Iusi da Rose, con scene della vita della Madonna e di Cristo. Sull’abside centrale, originariamente affrescata con scene dell’Assunzione di Maria, è stato aggiunto, durante l’episcopato di Mons. Rinaldi (1956 - 1977), un mosaico raffigurante l’Immacolata Concezione, che ha deturpato il significato della precedente immagine.







