CORPORA SANCTA DEL SANTUARIO
Nel 1646 il P. Giacomo da Bisignano, nella narrazione sulla “Vita, morte e miracoli del Servo di Dio Frà Umile da Bisignano”, scriveva: “ e dico che il primo convento di questa città è questo di San Francesco: quale fortunatissimo convento hoggi possiede il caro pegno del Benedetto corpo del Servo di Dio frat’Umile da Bisignano, (…). E possiede sei corpi di Martiri, cioè Amato, Primitivo, Emiliano, Gentiano, Thaido e d’un fanciullo senza nome (…).”
San Primitivo
I martirologi ricordano vari santi con tal nome, generalmente in gruppo o in coppia con altri. A quale di questi si può ricollegare il San Primitivo venerato a Bisignano? A questo punto viene in nostro aiuto lo storico Martire, il quale riporta il giorno della festa liturgica di san primitivo fissata il 10 di giugno. E’ lo stesso giorno del martirio del Santo Primitivo, venerato a Brno in Moravia, il cui corpo fu trasportato dalle catacombe romane nel 1636.
Sant’Emiliano
Anche nel caso di questo santo siamo in presenza di vari raggruppamenti di martiri, o presunti tali, per i quali è sempre difficile raggiungere dati certi. Riteniamo che il Sant’emiliano di Bisignano sia un martire africano assieme a Dionisia, Dativa, Leonzia, Terzo, Bonifacio, Maiolico e Servo, morti nel 484, sotto il re vandalo arino Unnirico. Un resoconto del martirio del gruppo, scritto da Vittore d’Utica, è giunto fino a noi.
Dato che erano prese di mira soprattutto le donne appartenenti alla nobiltà, le quali venivano denudate e fustigate in pubblico fino a farle morire dissanguate, a tale supplizio fu sottoposta la stessa Dionisia. Pur tra i tormenti, tuttavia, ella trovò la forza d’incoraggiare al martirio i compagni di fede: l’unico figlioletto suo, Maiolico, cui potè dare sepoltura con le sue stesse mani la propria sorella Dativa e Leonzia, figlia di germano, vescovo di Perada. A oro si aggiunsero il medico emiliano, cognato di dativa, il cui supplizio Vittore preferisce non descrivere; Terzo, uomo religioso, e Bonifacio, cui furono estratte le viscere
Il Martirologio romano li commemora al 6 dicembre.
Ignoto fanciullo
Nel caso dell’”ignoto fanciullo” siamo sicuramente in presenza di un corpo santo di qualche martire prelevato dalle catacombe, ma senza nome proprio e certamente non fornito d’iscrizione, per essere venerato nella chiesa dei Riformati in Bisignano.
Sant’Amato
Lo storico martire, fonte attendibile, cita il giorno della festa di Sant’Amato martire: “ 21 d’Aprile”.
San Genziano
I Santi Pittorico, Fusciano e Genziano sono ricordati come martiri, morti intorno al 287. Genziano sarebbe stato un vecchio ucciso mentre tentava di proteggere Fusciano e Pittorico al momento del loro arresto, in Gallia. La loro festa si celebra l’11 dicembre, anche se s’ignora la data certa del loro martirio, subìto al tempo dell’imperatore Massimiano.
La Chiesa commemora un solo santo di nome Genziano, perciò a differenza degli altri santi analizzati finora, per le reliquie del martire Genziano presenti a Bisignano, non ci dovrebbero essere dubbio difficoltà nell’affermare con assoluta certezza che siano proprio quelle di San Genziano martire, morto in Gallia.
Santa Taide
Santa Taide o Tais o Taisia, è ricordata come penitente. Nei Sinassari bizantini è commemorata l’8 ottobre; nel Martirologio Siriano, in quelli slavi-bizantini ed in alcuni latini compare a partire dal secolo XVI; il Baronio non l’ha però inserita in quello Romano.
Di questa Santa parla una leggenda greca secondo la quale Taide sarebbe stata una peccatrice; affrontata un giorno da un monaco, si convertì, distribuì ai poveri i suoi beni e si rinchiuse in una cella per fare penitenza. Dopo tre anni, rassicurata che i suoi peccati erano stati già rimessi. uscì dalla cella, ma dopo quindici giorni il Signore la chiamò al premio eterno.
Gli scrittori moderni ritengono questa storia un racconto morale, di pura edificazione, senza alcun fondamento reale.
Ammesso, però, che nel sarcofago bisignanese si trovino le reliquie di una santa di nome Taide, secondo l’autentica vescovile, il problema di non facile soluzione, semmai, sembrerebbe la qualifica di “martire”, considerato che nei martirologi è ricordata solo una Taide penitente.
A tal proposito si può, però, pensare che i resti venerati a Bisignano siano quelli di Santa Taide penitente, erroneamente martire, proprio per la presenza del suo nome nell’elenco dei “martiri bisignanesi”.
In conclusione, si può affermare sicuramente, per tutto il gruppo di Martiri bisignanesi, che non si tratti di Santi locali, anche se i titoli delle chiese parrocchiali della città, dedicate appunto ai discepoli ed apostoli di Cristo, attestano la diffusione del Cristianesimo nel territorio bisignanese sin dai suoi primi albori. Non è condivisibile l’ipotesi secondo la quale le reliquie di questi santi siano quelle di un gruppo di cristiani bisignanesi, martirizzati nei primi secoli della diffusione della nuova dottrina.
Ci auguriamo che le reliquie dei santi “martiri bisignanesi” Primitivo, Emiliano, Amato, Genziano, dell’ignoto fanciullo e di Taide ritrovino una giusta collocazione nella vita liturgica e religiosa della città di Bisignano, con una festa propria che li unisca tutti.
Bibliografia.
I Santi della chiesa bisignanese, tra realtà storica e tradizione popolare.
Atti del Convegno di Studi di Bisignano, 21-22 giugno 1999
A cura di Luigi Falcone.
San Primitivo
I martirologi ricordano vari santi con tal nome, generalmente in gruppo o in coppia con altri. A quale di questi si può ricollegare il San Primitivo venerato a Bisignano? A questo punto viene in nostro aiuto lo storico Martire, il quale riporta il giorno della festa liturgica di san primitivo fissata il 10 di giugno. E’ lo stesso giorno del martirio del Santo Primitivo, venerato a Brno in Moravia, il cui corpo fu trasportato dalle catacombe romane nel 1636.
Sant’Emiliano
Anche nel caso di questo santo siamo in presenza di vari raggruppamenti di martiri, o presunti tali, per i quali è sempre difficile raggiungere dati certi. Riteniamo che il Sant’emiliano di Bisignano sia un martire africano assieme a Dionisia, Dativa, Leonzia, Terzo, Bonifacio, Maiolico e Servo, morti nel 484, sotto il re vandalo arino Unnirico. Un resoconto del martirio del gruppo, scritto da Vittore d’Utica, è giunto fino a noi.
Dato che erano prese di mira soprattutto le donne appartenenti alla nobiltà, le quali venivano denudate e fustigate in pubblico fino a farle morire dissanguate, a tale supplizio fu sottoposta la stessa Dionisia. Pur tra i tormenti, tuttavia, ella trovò la forza d’incoraggiare al martirio i compagni di fede: l’unico figlioletto suo, Maiolico, cui potè dare sepoltura con le sue stesse mani la propria sorella Dativa e Leonzia, figlia di germano, vescovo di Perada. A oro si aggiunsero il medico emiliano, cognato di dativa, il cui supplizio Vittore preferisce non descrivere; Terzo, uomo religioso, e Bonifacio, cui furono estratte le viscere
Il Martirologio romano li commemora al 6 dicembre.
Ignoto fanciullo
Nel caso dell’”ignoto fanciullo” siamo sicuramente in presenza di un corpo santo di qualche martire prelevato dalle catacombe, ma senza nome proprio e certamente non fornito d’iscrizione, per essere venerato nella chiesa dei Riformati in Bisignano.
Sant’Amato
Lo storico martire, fonte attendibile, cita il giorno della festa di Sant’Amato martire: “ 21 d’Aprile”.
San Genziano
I Santi Pittorico, Fusciano e Genziano sono ricordati come martiri, morti intorno al 287. Genziano sarebbe stato un vecchio ucciso mentre tentava di proteggere Fusciano e Pittorico al momento del loro arresto, in Gallia. La loro festa si celebra l’11 dicembre, anche se s’ignora la data certa del loro martirio, subìto al tempo dell’imperatore Massimiano.
La Chiesa commemora un solo santo di nome Genziano, perciò a differenza degli altri santi analizzati finora, per le reliquie del martire Genziano presenti a Bisignano, non ci dovrebbero essere dubbio difficoltà nell’affermare con assoluta certezza che siano proprio quelle di San Genziano martire, morto in Gallia.
Santa Taide
Santa Taide o Tais o Taisia, è ricordata come penitente. Nei Sinassari bizantini è commemorata l’8 ottobre; nel Martirologio Siriano, in quelli slavi-bizantini ed in alcuni latini compare a partire dal secolo XVI; il Baronio non l’ha però inserita in quello Romano.
Di questa Santa parla una leggenda greca secondo la quale Taide sarebbe stata una peccatrice; affrontata un giorno da un monaco, si convertì, distribuì ai poveri i suoi beni e si rinchiuse in una cella per fare penitenza. Dopo tre anni, rassicurata che i suoi peccati erano stati già rimessi. uscì dalla cella, ma dopo quindici giorni il Signore la chiamò al premio eterno.
Gli scrittori moderni ritengono questa storia un racconto morale, di pura edificazione, senza alcun fondamento reale.
Ammesso, però, che nel sarcofago bisignanese si trovino le reliquie di una santa di nome Taide, secondo l’autentica vescovile, il problema di non facile soluzione, semmai, sembrerebbe la qualifica di “martire”, considerato che nei martirologi è ricordata solo una Taide penitente.
A tal proposito si può, però, pensare che i resti venerati a Bisignano siano quelli di Santa Taide penitente, erroneamente martire, proprio per la presenza del suo nome nell’elenco dei “martiri bisignanesi”.
In conclusione, si può affermare sicuramente, per tutto il gruppo di Martiri bisignanesi, che non si tratti di Santi locali, anche se i titoli delle chiese parrocchiali della città, dedicate appunto ai discepoli ed apostoli di Cristo, attestano la diffusione del Cristianesimo nel territorio bisignanese sin dai suoi primi albori. Non è condivisibile l’ipotesi secondo la quale le reliquie di questi santi siano quelle di un gruppo di cristiani bisignanesi, martirizzati nei primi secoli della diffusione della nuova dottrina.
Ci auguriamo che le reliquie dei santi “martiri bisignanesi” Primitivo, Emiliano, Amato, Genziano, dell’ignoto fanciullo e di Taide ritrovino una giusta collocazione nella vita liturgica e religiosa della città di Bisignano, con una festa propria che li unisca tutti.
Bibliografia.
I Santi della chiesa bisignanese, tra realtà storica e tradizione popolare.
Atti del Convegno di Studi di Bisignano, 21-22 giugno 1999
A cura di Luigi Falcone.