IL CROCIFISSO DE FRATE UMILE DA PIETRALIA
Bisignano vanta di possedere una delle più importanti sculture lignee dell’artista siciliano, posto sull’altare maggiore nella chiesa – convento della Riforma. L’importanza è dovuta soprattutto alla firma e alla data di esecuzione che dimostrano, in forma tangibile, che l’opera è autentica del maestro di Petralia e che nella stesso tempo s’inquadra in un periodo storico ben determinato ( 1637 ) della sua attività artistica, ovvero quel periodo che possiamo definire della piena maturità.
Infatti sul retro della croce lungo la traversa è incisa la seguente scritta : “ 637. P: F: GREGORIO A BISIN° . CUSTOD F. HUMILIS A PETRALIA REFOR. SCULP.”
Questa iscrizione dimostra sufficientemente che il Crocifisso è stato eseguito direttamente dalle mani dello scultore siciliano. L’iscrizione fu letta nel marzo del 1933 da Dott. Gaetano Gallo fu Carlo in occasione di un momentaneo spostamento dell’opera. Per mancanza di documenti non possiamo affermare con certezza se il crocifisso fosse stato eseguito sul posto oppure qui trasportato dalla scuola in Sicilia da lui fondata presso il Convento di S. Antonio a Palermo. Un dato certo rimane l’anno di esecuzione del Sacro simulacro di Bisignano, ovvero il 1637, che coincide con l’anno in cui morì Sant’ Umile da Bisignano, una delle più importanti figure del francescanesimo calabrese.
DESCRIZIONE
Come in tutte le opere di Frate Umile anche il nostro crocifisso possiede tutte le caratteristiche tipiche dell’arte del Pintorno : dalla folta corona di spine sulla testa alla voluminosità del sangue proveniente dalla ferita sul costato, dalla spina conficcata nel sopracciglio alle varie tumefazioni, ferite, e rigonfiamenti sparsi nell’intero corpo del Cristo, dall’inconfondibile forma del perizoma al braccio e alla mano destra rigonfia, alle legature alle caviglie. Tuttavia il Crocifisso di Bisignano presenta particolari piuttosto rari rispetto ad altre opere, come per esempio una spina della corona conficcata nell’orecchio sinistro .
Il volto del Cristo ha un’espressione altamente drammatica : gli occhi socchiusi, la bocca semiaperta da dove s’intravedono i denti e la lingua scolpiti con estrema raffinatezza e naturalezza.
Così come per altri Crocifissi del pio scultore, anche questo lascia intravedere le caratteristiche tre espressioni : agonizzante, sorridente e morto che si evidenziano a seconda del punto di osservazione. Il crocifisso di Bisignano conferma il verismo di quest’ arte attraverso la perfetta armonia delle forme del Cristo, la suggestiva e drammatica espressione del volto, l’anatomia studiata nei minimi particolari, il delicato colore dell’incarnato, ma soprattutto perché esso è la testimonianza della sua piena maturità artistica.
CENNI BIOGRAFICI
Uno studio approfondito sulla figura e sull’opera di Giovanni Francesco Pintorno meglio conosciuto come Frate Umile da Pietralia, fino ad oggi non è stato ancora eseguito.
Di lui si sono occupati alcuni studiosi che ne hanno tratto un profilo biografico e critico sulla scorta di pochi documenti d’archivio o attraverso note di vita francescana ( importante è il lavoro di Padre Pietro Tognoletto il quale c’ha tramandato alcune notizie sull’artista descritte nella sua opera “ IL Paradiso Serafico del Regno di Sicilia.” ).
Frate Umile da Pietralia, al secolo Giovanni Francesco Pintorno, nasce a Petralia Soprana, allora feudo del Duca Di Montalto, tra la fine del 1600 e l’inizio del 1601. Era figlio di Mastro Giovanni Tommaso,legnaiolo- falegname, originario di Geraci Siculo, e di Antonella Bongiorno, appartenente ad una delle famiglie più ricche di Petralia, i quali ebbero sedici figli dal loro matrimonio avvenuto nel 1588. Il giovane Francesco apprende il mestiere del padre nella bottega di famiglia, dove lavora fino all’età di undici anni circa, epoca in cui si pensa possa essersi recato in una bottega di scultore a Palermo per perfezionarsi in quell’ arte.
Nel 1616 lo ritroviamo a Petralia, ritornato forse a causa della morte del padre, dove va ad abitare in casa di uno zio. Dal 1616 al 1623 si sa poco della vita che condusse; con molta probabilità fu questo il periodo che fece maturare in lui la vocazione religiosa
IL PERIODO DELLA FORMAZIONE ARTISTICA
Purtroppo la critica ufficiale poco si è occupata di questo artista e della scultura lignea siciliana del XVII sec. Dunque solo attraverso le sue opere ancora esistenti è possibile ricostruire l’evoluzione artistica del nostro scultore che , pur essendo vissuto solo 38 anni ha lascito ai posteri numerosi segni della sua splendida arte.
Per quanto riguarda la sua formazione artistica, l’ipotesi più consistente è quella relativa alla cultura dell’ambiente locale o per lo meno siciliano. Ma cerchiamo di percorrere in sintesi le tappe dell’attività artistica di questo straordinario artista.
L’epoca in cui visse ed operò Frate Umile, ovvero la prima metà del XVII sec. , è quella relativa alla rinascita del Cattolicesimo dopo il Concilio di Trento ed il propagarsi dello spirito della Controriforma e quindi al rifiorire del culto religioso e dei luoghi sacri. L’attività artistica vera e propria avrà avuto certamente inizio a Nicosia ( in Val Demone ) durante il periodo del noviziato. Ciò potrebbe far supporre che il nostro frate avrà sicuramente avuto modo di approfondire le sue doti artistiche presso i Li Volsi, migliorando le sue iniziali qualità di intagliatore.
Infatti sul retro della croce lungo la traversa è incisa la seguente scritta : “ 637. P: F: GREGORIO A BISIN° . CUSTOD F. HUMILIS A PETRALIA REFOR. SCULP.”
Questa iscrizione dimostra sufficientemente che il Crocifisso è stato eseguito direttamente dalle mani dello scultore siciliano. L’iscrizione fu letta nel marzo del 1933 da Dott. Gaetano Gallo fu Carlo in occasione di un momentaneo spostamento dell’opera. Per mancanza di documenti non possiamo affermare con certezza se il crocifisso fosse stato eseguito sul posto oppure qui trasportato dalla scuola in Sicilia da lui fondata presso il Convento di S. Antonio a Palermo. Un dato certo rimane l’anno di esecuzione del Sacro simulacro di Bisignano, ovvero il 1637, che coincide con l’anno in cui morì Sant’ Umile da Bisignano, una delle più importanti figure del francescanesimo calabrese.
DESCRIZIONE
Come in tutte le opere di Frate Umile anche il nostro crocifisso possiede tutte le caratteristiche tipiche dell’arte del Pintorno : dalla folta corona di spine sulla testa alla voluminosità del sangue proveniente dalla ferita sul costato, dalla spina conficcata nel sopracciglio alle varie tumefazioni, ferite, e rigonfiamenti sparsi nell’intero corpo del Cristo, dall’inconfondibile forma del perizoma al braccio e alla mano destra rigonfia, alle legature alle caviglie. Tuttavia il Crocifisso di Bisignano presenta particolari piuttosto rari rispetto ad altre opere, come per esempio una spina della corona conficcata nell’orecchio sinistro .
Il volto del Cristo ha un’espressione altamente drammatica : gli occhi socchiusi, la bocca semiaperta da dove s’intravedono i denti e la lingua scolpiti con estrema raffinatezza e naturalezza.
Così come per altri Crocifissi del pio scultore, anche questo lascia intravedere le caratteristiche tre espressioni : agonizzante, sorridente e morto che si evidenziano a seconda del punto di osservazione. Il crocifisso di Bisignano conferma il verismo di quest’ arte attraverso la perfetta armonia delle forme del Cristo, la suggestiva e drammatica espressione del volto, l’anatomia studiata nei minimi particolari, il delicato colore dell’incarnato, ma soprattutto perché esso è la testimonianza della sua piena maturità artistica.
CENNI BIOGRAFICI
Uno studio approfondito sulla figura e sull’opera di Giovanni Francesco Pintorno meglio conosciuto come Frate Umile da Pietralia, fino ad oggi non è stato ancora eseguito.
Di lui si sono occupati alcuni studiosi che ne hanno tratto un profilo biografico e critico sulla scorta di pochi documenti d’archivio o attraverso note di vita francescana ( importante è il lavoro di Padre Pietro Tognoletto il quale c’ha tramandato alcune notizie sull’artista descritte nella sua opera “ IL Paradiso Serafico del Regno di Sicilia.” ).
Frate Umile da Pietralia, al secolo Giovanni Francesco Pintorno, nasce a Petralia Soprana, allora feudo del Duca Di Montalto, tra la fine del 1600 e l’inizio del 1601. Era figlio di Mastro Giovanni Tommaso,legnaiolo- falegname, originario di Geraci Siculo, e di Antonella Bongiorno, appartenente ad una delle famiglie più ricche di Petralia, i quali ebbero sedici figli dal loro matrimonio avvenuto nel 1588. Il giovane Francesco apprende il mestiere del padre nella bottega di famiglia, dove lavora fino all’età di undici anni circa, epoca in cui si pensa possa essersi recato in una bottega di scultore a Palermo per perfezionarsi in quell’ arte.
Nel 1616 lo ritroviamo a Petralia, ritornato forse a causa della morte del padre, dove va ad abitare in casa di uno zio. Dal 1616 al 1623 si sa poco della vita che condusse; con molta probabilità fu questo il periodo che fece maturare in lui la vocazione religiosa
IL PERIODO DELLA FORMAZIONE ARTISTICA
Purtroppo la critica ufficiale poco si è occupata di questo artista e della scultura lignea siciliana del XVII sec. Dunque solo attraverso le sue opere ancora esistenti è possibile ricostruire l’evoluzione artistica del nostro scultore che , pur essendo vissuto solo 38 anni ha lascito ai posteri numerosi segni della sua splendida arte.
Per quanto riguarda la sua formazione artistica, l’ipotesi più consistente è quella relativa alla cultura dell’ambiente locale o per lo meno siciliano. Ma cerchiamo di percorrere in sintesi le tappe dell’attività artistica di questo straordinario artista.
L’epoca in cui visse ed operò Frate Umile, ovvero la prima metà del XVII sec. , è quella relativa alla rinascita del Cattolicesimo dopo il Concilio di Trento ed il propagarsi dello spirito della Controriforma e quindi al rifiorire del culto religioso e dei luoghi sacri. L’attività artistica vera e propria avrà avuto certamente inizio a Nicosia ( in Val Demone ) durante il periodo del noviziato. Ciò potrebbe far supporre che il nostro frate avrà sicuramente avuto modo di approfondire le sue doti artistiche presso i Li Volsi, migliorando le sue iniziali qualità di intagliatore.








