LA DEVOZIONE VERSO DUNS SCOTO
Come chi deve scalare la vetta ardita di un monte, quanto più sale, tanto più larghi vede aprirsi intorno gli orizzonti, così noi, quanto più spingiamo lo studio appassionante della santità del servo di Dio Sant’Umile, tanto più meravigliose scopriamo in lui le orme del soprannaturale che lo investe.
Quando si è trattato di scegliersi un protettore e un confidente, egli ha dimostrato di essere povero laico, è passato dinnanzi a tutti e si è fermato nientemeno che a Duns Scoto, il dottore sottile dell’Ordine, che univa a fama di sapere rinomanza di virtù.
La scelta aveva certamente una ragione. Duns Scoto era stato il cavaliere della Vergine, colui che in difesa dell’Immacolato Concepimento di Maria aveva spezzato le lance più agguerrite della sua dialettica. Un istinto consapevole, una simpatia spontanea legava frate Umile al Venerabile, il servo al Difensore della sua Signora.
Questo amore lo aveva spinto ancora a farsi diffusore zelante della devozione al pio teologo francescano, in tutto il regno di Napoli. E un giorno, apparve una nuova meraviglia. Lo spirito del Maestro parve trasfuso nell’allievo, non solo per l’amore filiale alla Vergine, quanto per la meravigliosa attitudine a discorrere delle più ardue questioni teologiche.
Dio, la Madonna e il Venerabile avevano aperto la rozza mente di Umile agli arcani della fede. In questo campo egli spaziava come un illuminato teologo, proponendo tesi, sciogliendo dubbi, dando risposte esatte ai quesiti più difficili.
E così, senza sudare sui libri, Umile attingeva la sua dottrina celeste alla fonte stessa della Sapienza, la quale si nega ai prudenti ed ai saggi del mondo e si rivela agli umili. Ben presto la fama di questa scienza si diffonde suscitando la curiosità di tutti, che vogliono saggiarla.
Bibliografia: I fioretti del B. Umile da Bisignano- Mons Michele Dionisalvi
Quando si è trattato di scegliersi un protettore e un confidente, egli ha dimostrato di essere povero laico, è passato dinnanzi a tutti e si è fermato nientemeno che a Duns Scoto, il dottore sottile dell’Ordine, che univa a fama di sapere rinomanza di virtù.
La scelta aveva certamente una ragione. Duns Scoto era stato il cavaliere della Vergine, colui che in difesa dell’Immacolato Concepimento di Maria aveva spezzato le lance più agguerrite della sua dialettica. Un istinto consapevole, una simpatia spontanea legava frate Umile al Venerabile, il servo al Difensore della sua Signora.
Questo amore lo aveva spinto ancora a farsi diffusore zelante della devozione al pio teologo francescano, in tutto il regno di Napoli. E un giorno, apparve una nuova meraviglia. Lo spirito del Maestro parve trasfuso nell’allievo, non solo per l’amore filiale alla Vergine, quanto per la meravigliosa attitudine a discorrere delle più ardue questioni teologiche.
Dio, la Madonna e il Venerabile avevano aperto la rozza mente di Umile agli arcani della fede. In questo campo egli spaziava come un illuminato teologo, proponendo tesi, sciogliendo dubbi, dando risposte esatte ai quesiti più difficili.
E così, senza sudare sui libri, Umile attingeva la sua dottrina celeste alla fonte stessa della Sapienza, la quale si nega ai prudenti ed ai saggi del mondo e si rivela agli umili. Ben presto la fama di questa scienza si diffonde suscitando la curiosità di tutti, che vogliono saggiarla.
Bibliografia: I fioretti del B. Umile da Bisignano- Mons Michele Dionisalvi