MESSINA
L’ingresso in Sicilia fu preceduto da uno speciale miracolo operato dal santo durante il viaggio marittimo.
Il battello che doveva portarlo nell’isola aveva una scarsa riserva d’acqua e venne il momento in cui, essendo questa esaurita, un grave disagio si produsse fra i compagni di viaggio.
Il forte vento contrario vietava all’imbarcazione di accostarsi alla spiaggia per il necessario rifornimento.
Intervenne allora la carità misericordiosa del santo di Bisignano. Fattosi portare un vaso di acqua marina, vi tracciò un segno di croce e l’acqua si addolcì.
La notizia del prodigio, ripetuto di bocca in bocca e diffusa in città da coloro che ne erano testimoni, attirò al convento una folla di curiosi. Ben presto la città fu piena del nome del prodigioso frate calabrese.
Da Messina, il Santo accompagnò il padre Benigno da Genova nella visita agli altri conventi di Sicilia.
Il viaggiò durò quattro mesi e altrettanto durarono le manifestazioni di entusiasmo che avevano salutato lo sbarco di frate Umile nell’Isola, ma i confratelli della provincia sicula non sapevano rassegnarsi a perdere così presto il servo di Dio che, dovunque passava, spendeva il buon odore di Gesù Cristo.
Quando il Ministro generale dell’Ordine stava per chiedere la visita ai conventi religiosi dell’isola, lo pregarono caldamente di lasciare in mezzo a loro l’edificante confratello bisignanese. Ma non vi nulla da fare.
La città di Messina, non appena seppe l’improvviso richiamo di frate Umile, non volle rassegnarsi a perdere chi col suo esempio era stato in mezzo ai fedeli specchio terso di virtù.E poiché il Ministro generale dell’Ordine era partito per la visita canonica dei conventi di Spagna, scrisse al Vicario generale, pregandolo di voler disporre il ritorno sollecito del santo frate calabrese.
L’onorifica lettera dei Messinesi fu rispedita al padre custode della Calabria Citeriore, assieme all’ordine perentorio di rimandare a Messina il santo religioso.
Nel viaggio di ritorno all’Isola del Sole, il Santo ebbe compagno frà Domenico e anche questa volta il viaggio fu difficile e i due arrivarono a Messina (1).
(1) I fioretti del B. Umile da Bisignano - Mons. Michele Dionisalvi
Il battello che doveva portarlo nell’isola aveva una scarsa riserva d’acqua e venne il momento in cui, essendo questa esaurita, un grave disagio si produsse fra i compagni di viaggio.
Il forte vento contrario vietava all’imbarcazione di accostarsi alla spiaggia per il necessario rifornimento.
Intervenne allora la carità misericordiosa del santo di Bisignano. Fattosi portare un vaso di acqua marina, vi tracciò un segno di croce e l’acqua si addolcì.
La notizia del prodigio, ripetuto di bocca in bocca e diffusa in città da coloro che ne erano testimoni, attirò al convento una folla di curiosi. Ben presto la città fu piena del nome del prodigioso frate calabrese.
Da Messina, il Santo accompagnò il padre Benigno da Genova nella visita agli altri conventi di Sicilia.
Il viaggiò durò quattro mesi e altrettanto durarono le manifestazioni di entusiasmo che avevano salutato lo sbarco di frate Umile nell’Isola, ma i confratelli della provincia sicula non sapevano rassegnarsi a perdere così presto il servo di Dio che, dovunque passava, spendeva il buon odore di Gesù Cristo.
Quando il Ministro generale dell’Ordine stava per chiedere la visita ai conventi religiosi dell’isola, lo pregarono caldamente di lasciare in mezzo a loro l’edificante confratello bisignanese. Ma non vi nulla da fare.
La città di Messina, non appena seppe l’improvviso richiamo di frate Umile, non volle rassegnarsi a perdere chi col suo esempio era stato in mezzo ai fedeli specchio terso di virtù.E poiché il Ministro generale dell’Ordine era partito per la visita canonica dei conventi di Spagna, scrisse al Vicario generale, pregandolo di voler disporre il ritorno sollecito del santo frate calabrese.
L’onorifica lettera dei Messinesi fu rispedita al padre custode della Calabria Citeriore, assieme all’ordine perentorio di rimandare a Messina il santo religioso.
Nel viaggio di ritorno all’Isola del Sole, il Santo ebbe compagno frà Domenico e anche questa volta il viaggio fu difficile e i due arrivarono a Messina (1).
(1) I fioretti del B. Umile da Bisignano - Mons. Michele Dionisalvi
