POZZUOLI
Trovandosi una volta in cura presso le terme di Pozzuoli molti illustri religiosi, tra cui il padre Taruggi, interrogarono frà Umile su vari punti di sacra teologia ed ebbero risposte sorprendenti.
Quel che meraviglia è che il frate, rapito in estasi, rispose alle domande parlando correttamente in lingua latina, idioma di cui l’umile frate è totalmente ignorante (1) .
Un giorno frà Umile si rivolse a frà Dionigi da Canosa, custode della Riforma di Napoli e suo padre spirituale, rivelandogli che nel giro di tre mesi vi sarebbe stato un profondo cambiamento nell’Ordine.
Qualche mese più tardi il Vicario Generale dell’Ordine, frà Antonio da Ravenna, morì e fu indetta la votazione per l’elezione del suo nuovo successore. Il Pontefice Gregorio XV mandò a chiamare tutti i custodi d’Italia, cosicché anche frà Dionigi dovette recarsi a Roma e, dopo aver votato, prima di ripartire alla volta di Napoli, volle passare a salutare frà Umile, da poco trasferito nella città dei Papi, il quale disse: “Andate colla santa pace del Signore, che questo vicario generale adesso eletto ha da patire e doverà anco essere levato, come il passato”.
Pochi mesi dopo il vicario generale frà Luigi della Croce fu sollevato dall’incarico durante la celebrazione del capitolo generale.
(1) I fioretti del B. Umile da Bisignano- Mons. Michele Dionisalvi
Quel che meraviglia è che il frate, rapito in estasi, rispose alle domande parlando correttamente in lingua latina, idioma di cui l’umile frate è totalmente ignorante (1) .
Un giorno frà Umile si rivolse a frà Dionigi da Canosa, custode della Riforma di Napoli e suo padre spirituale, rivelandogli che nel giro di tre mesi vi sarebbe stato un profondo cambiamento nell’Ordine.
Qualche mese più tardi il Vicario Generale dell’Ordine, frà Antonio da Ravenna, morì e fu indetta la votazione per l’elezione del suo nuovo successore. Il Pontefice Gregorio XV mandò a chiamare tutti i custodi d’Italia, cosicché anche frà Dionigi dovette recarsi a Roma e, dopo aver votato, prima di ripartire alla volta di Napoli, volle passare a salutare frà Umile, da poco trasferito nella città dei Papi, il quale disse: “Andate colla santa pace del Signore, che questo vicario generale adesso eletto ha da patire e doverà anco essere levato, come il passato”.
Pochi mesi dopo il vicario generale frà Luigi della Croce fu sollevato dall’incarico durante la celebrazione del capitolo generale.
(1) I fioretti del B. Umile da Bisignano- Mons. Michele Dionisalvi