SAN MARCO ARGENTANO
Durante la sua permanenza all’interno del convento dei Riformati, giunse il signor Falangola Torquato, il quale pregò il frate di recarsi presso la sua dimora, poiché sua figlia Feliciana era nata priva di vista. Il frate si recò preso l’abitazione del signor Falangola dopo aver intinto alcune bombacce nella lampada dell’altare della Vergine della loro Chiesa. Giunto vicino la bambina, le unse, con tali bombacce, gli occhi, facendovi il segno della Croce. Nello stesso istante la bambina aprì gli occhi e cominciò a vedere il mondo come se non fosse stata mai cieca.
Nel 1620 visitava le province religiose di Calabria e di Sicilia il Rev.mo padre Benigno da Genova, ministro generale dell’Ordine. Anche a lui erano arrivate le voci che esaltavano i portenti dell’umile frate estatico bisignanese.
Padre Benigno lo convocò nel convento di San Marco Argentano, ove, dove si stava svolgendo il Capitolo della provincia. Qui lo interrogò sui più vari ed ardui quesiti della vita spirituale, ai quali frate Umile rispondeva con precisione, sicurezza ed in conformità ai principi della teologia. Inoltre il ministro generale ebbe la grande gioia di vederlo librarsi in estasi per più di un’ora e, alla fine, esclamò: “ Sono dodici anni che governo l’Ordine e non ho trovato ancora un religioso che si possa paragonare a Frà Umile”.
In conclusione, Padre Benigno rimase attonito e adorò nell’umile frate bisignanese la presenza di Dio, tantè che quello stesso giorno stesso decise di condurlo con sé nella visita della Calabria Ulteriore e della Sicilia.
Nel 1620 visitava le province religiose di Calabria e di Sicilia il Rev.mo padre Benigno da Genova, ministro generale dell’Ordine. Anche a lui erano arrivate le voci che esaltavano i portenti dell’umile frate estatico bisignanese.
Padre Benigno lo convocò nel convento di San Marco Argentano, ove, dove si stava svolgendo il Capitolo della provincia. Qui lo interrogò sui più vari ed ardui quesiti della vita spirituale, ai quali frate Umile rispondeva con precisione, sicurezza ed in conformità ai principi della teologia. Inoltre il ministro generale ebbe la grande gioia di vederlo librarsi in estasi per più di un’ora e, alla fine, esclamò: “ Sono dodici anni che governo l’Ordine e non ho trovato ancora un religioso che si possa paragonare a Frà Umile”.
In conclusione, Padre Benigno rimase attonito e adorò nell’umile frate bisignanese la presenza di Dio, tantè che quello stesso giorno stesso decise di condurlo con sé nella visita della Calabria Ulteriore e della Sicilia.
Tratta da G.B. Pacichelli: “Il regno di Napoli in prospettiva”. Napoli 1701