SANTA SEVERINA
Anche nel Convento di Santa Severina, piccolo centro in provincia di Crotone, Sant’Umile, mostrando tutti i segni della sua santità, andò incontro a frequenti estasi che, se meravigliavano alcuni suoi confratelli, suscitavano in altri sentimenti discordanti come la voglia di appurare se tali fenomeni fossero di natura divina o dovuti ai frequenti e prolungati digiuni ai quali il frate si sottoponeva.
Durante una di queste estasi, i confratelli presero una paletta, la misero nel fuoco per farla diventare rovente, la misero fra le mani del frate estatico e, come se ciò non bastasse, le strinsero tenacemente. In quel momento il Santo tornò in se e senza lamentarsi per il dolore continuò nella preghiera.
Un giorno Frà Umile si dovette recare dal convento di questa cittadina a quello di Bisignano, accompagnato da fra Ludovico da Lattarico.Il tragitto, a quell’epoca, si snodava attraverso tortuose strade di montagne, quando il compagno d viaggio si rivolse a frà Umile dicendo: “Se tu fossi Santo, mi faresti trovare da mangiare dentro questa montagna (1)”.Il Servo di Dio rispose, con grande umiltà: “Io sono un povero peccatore, ma confidiamo nella Divina Provvidenza, che non ci mancherà (2)”.
Poco dopo, apparve loro un giovane che gli donò pane e vino, dopodichè riprese la sua strada senza proferir parola e senza che frà Ludovico potesse chiedergli come si chiamasse o ringraziarlo per il dono ricevuto.
Un giorno frate Umile partì con frà Antonio da Fuscaldo e frà Marino da Rossano, per recarsi dal convento di Santa Severina a quello di Cosenza.Percorsero la strada della Sila e arrivarono al fiume Ampollino che gli si presentò grosso e minaccioso.Frà Umile vi passò sopra senza alcuna difficoltà, nonostante il suo corpo fosse lacerato dai continui digiuni e dalle aspre penitenze. I suoi zoccoli lambivano minimamente il ciglio dell’acqua.
Un’altra volta il fiume Ampollino cercò di ostacolare il cammino del Servo di Dio. Era inverno e, accompagnato da frà Ludovico da Lattarico e da un signore chiamato dattilo, frate Umile giunse sulla riva del fiume ed iniziò a pregare Dio affinché si ritrovasse sulla sponda opposta. Terminata l’orazione il devotissimo si ritrovò improvvisamente sull’altra sponda del fiume, suscitando nei suoi compagni di viaggio grandissima meraviglia.Questi ultimi, infine, non riuscendo a guadare il fiume in nessun modo, abbatterono una albero di quercia che cadde a mo di ponte da una sponda all’altra e raggiunsero frate Umile che li stava aspettando.
1) Vita, morte e miracoli meravigliosi del devotissimo et umilissimo servo di Dio e di Maria Vergine frat’Umile da Bisignano- P. Giacomo da
Durante una di queste estasi, i confratelli presero una paletta, la misero nel fuoco per farla diventare rovente, la misero fra le mani del frate estatico e, come se ciò non bastasse, le strinsero tenacemente. In quel momento il Santo tornò in se e senza lamentarsi per il dolore continuò nella preghiera.
Un giorno Frà Umile si dovette recare dal convento di questa cittadina a quello di Bisignano, accompagnato da fra Ludovico da Lattarico.Il tragitto, a quell’epoca, si snodava attraverso tortuose strade di montagne, quando il compagno d viaggio si rivolse a frà Umile dicendo: “Se tu fossi Santo, mi faresti trovare da mangiare dentro questa montagna (1)”.Il Servo di Dio rispose, con grande umiltà: “Io sono un povero peccatore, ma confidiamo nella Divina Provvidenza, che non ci mancherà (2)”.
Poco dopo, apparve loro un giovane che gli donò pane e vino, dopodichè riprese la sua strada senza proferir parola e senza che frà Ludovico potesse chiedergli come si chiamasse o ringraziarlo per il dono ricevuto.
Un giorno frate Umile partì con frà Antonio da Fuscaldo e frà Marino da Rossano, per recarsi dal convento di Santa Severina a quello di Cosenza.Percorsero la strada della Sila e arrivarono al fiume Ampollino che gli si presentò grosso e minaccioso.Frà Umile vi passò sopra senza alcuna difficoltà, nonostante il suo corpo fosse lacerato dai continui digiuni e dalle aspre penitenze. I suoi zoccoli lambivano minimamente il ciglio dell’acqua.
Un’altra volta il fiume Ampollino cercò di ostacolare il cammino del Servo di Dio. Era inverno e, accompagnato da frà Ludovico da Lattarico e da un signore chiamato dattilo, frate Umile giunse sulla riva del fiume ed iniziò a pregare Dio affinché si ritrovasse sulla sponda opposta. Terminata l’orazione il devotissimo si ritrovò improvvisamente sull’altra sponda del fiume, suscitando nei suoi compagni di viaggio grandissima meraviglia.Questi ultimi, infine, non riuscendo a guadare il fiume in nessun modo, abbatterono una albero di quercia che cadde a mo di ponte da una sponda all’altra e raggiunsero frate Umile che li stava aspettando.
1) Vita, morte e miracoli meravigliosi del devotissimo et umilissimo servo di Dio e di Maria Vergine frat’Umile da Bisignano- P. Giacomo da