SERMONETA
Il duca di Sermoneta don Francesco Caetano, principe romano, era in causa con un altro nobiluomo per migliaia di scudi e, costatando le lentezza burocratica delle vie legali, attraverso le quali non era riuscito ancora a recuperare il denaro, si rivolse a frate Umile, la cui fama di Uomo di Dio era giunta fino a palazzo.
Lo mandò a chiamare e lo pregò di porre fine alla lite, facendogli recuperare gli scudi.
Il Santo gli rispose. “Vostra eccellenza se vuole vincere la lite si raccomandi al nostro padre frà Giovanni Scoto”, dopodichè si congedò ed uscì dal palazzo senza aggiungere altro.
Il duca rimase sconcertato dal fatto che aveva cercato aiuto nel frate calabrese ed egli gli aveva consigliato di affidarsi a Scoto il quale, secondo il principe romano, non era degno di ciò in quanto non era un santo né un beato.
Comunque alla fine vi si raccomandò.Non passò molto tempo che andò al palazzo l’avvocato incaricato della causa rassicurando il principe che la lite era stata vinta.
Per devozione il Duca face stampare un’immagine di Scoto con l’aureola e con la Vergine Maria accanto; inoltre fece voto di impegnarsi per farlo beatificare.
Lo mandò a chiamare e lo pregò di porre fine alla lite, facendogli recuperare gli scudi.
Il Santo gli rispose. “Vostra eccellenza se vuole vincere la lite si raccomandi al nostro padre frà Giovanni Scoto”, dopodichè si congedò ed uscì dal palazzo senza aggiungere altro.
Il duca rimase sconcertato dal fatto che aveva cercato aiuto nel frate calabrese ed egli gli aveva consigliato di affidarsi a Scoto il quale, secondo il principe romano, non era degno di ciò in quanto non era un santo né un beato.
Comunque alla fine vi si raccomandò.Non passò molto tempo che andò al palazzo l’avvocato incaricato della causa rassicurando il principe che la lite era stata vinta.
Per devozione il Duca face stampare un’immagine di Scoto con l’aureola e con la Vergine Maria accanto; inoltre fece voto di impegnarsi per farlo beatificare.